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Ipertensione neurogena I conflitti vascolo-troncoencefalici (CVTE) NOVITA’
2004
Come
è noto da anni, una compressione pulsante da parte di una
arteria sulle radici del nervo
glossofaringeo e del
nervo vago può essere causa di una ipertensione
arteriosa neurogena intrattabile
dal punto di vista
medicamentoso. Questa
situazione, unita a una compressione del tessuto nervoso,
prende il nome di : conflitto
vascolo-troncoencefalico (CVTE). Ma
cosa succede esattamente? L’arteria
comprime il tessuto nervoso fino creare un groove,
cioè un proprio
canale scavato nella sostanza nervosa, che viene pertanto
compressa e
deformata. Questo
può innescare una catena di eventi neurologici di tipo
ischemico, sia a carico
dei nuclei dei nervi cranici che delle vie ‘lunghe’, cioè
dei fasci nervosi
sensitivi e motori. Oltre
agli attacchi ischemici, altri sintomi sono le
ipoestesie o
anestesie che coinvolgono una metà del corpo, e le paresi o
paralisi che
colpiscono il lato opposto in modo transitorio,
unitamente a vario
coinvolgimento dei nuclei dei nervi cranici propri del
tronco. Queste
sindromi del troncoencefalo, normalmente interpretate su
una base vascolare,
sono causate non
dalla insufficienza
vascolare vertebro-basilare, non dalla sclerosi multipla o
forme
demielinizzanti, non da neurassiti virali, ma da un
conflitto vascolare. Spesso
però per arrivare a questa diagnosi ci vogliono anni di
indagini. Una
volta individuato il conflitto, si interviene con una
decompressione vascolare
microchirurgica per eliminare il vaso che lo
causa. In
questo modo si ripristina la disponibilità di spazio
attorno ai nervi e al
troncoencefalo stesso. La
tecnica in genere utilizzata per questo tipo di interventi
è la tecnica di
trasposizione
(transposition
technique o dislodging
technique ): il vaso viene
contornato con una sling, cioè una fettuccia di
materiale plastico
(goretex o altro), e ancorato alla dura madre con colla
biologica o un
finissimo punto di seta. Questa
nuova tecnica di
retrazione e
dislocamento dell’arteria ha il compito e la funzione di
tenere nella nuova
posizione, sollevato dal tronco, il vaso in questione,
liberando quindi gli
elementi neurali da una compressione paragonabile a quella
data da un tumore.
Presentazione scientifico culturale a cura del
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