| www.otoneurochirurgia.info |
| HOMEPAGE | CONTATTO | LINKS | PRIVACY E POLICY |
![]()
|
Acufeni (Tinnitus) - aggiornamento 2008![]() Considerazioni
di inizio 2008 sul trattamento microchirurgico dell’Acufene (Tinnitus) (fischio, sibilo,
ronzio, ‘rumori’, suono pulsante all’orecchio)
Un ampia ‘rivisitazione’ della
letteratura
mi ha convinto a riproporre, proprio con
l’inizio del nuovo anno, un ulteriore messaggio su uno dei
metodi per potere
affrontare il problema dell’acufene (fischio, ronzio
incessante o pulsante
all’orecchio), che può rendere difficoltosa la vita
giornaliera e le prestazioni di chi ne è affetto,
disturbandolo
incessantemente.
‘Focus
’ sulla
microdecompressione
vascolare del nervo acustico, in corso
di ’acufene del nervo’, detto
anche ‘acufene neurale’ Pur nella variabilità dei risultati della
letteratura esaminata, la microdecompressione vascolare del
nervo acustico è estremamente incoraggiante quale
metodo microchirurgico
diretto sul nervo acustico, naturalmente in casi
selezionati. I
principali dati e le percentuali di successo, nonchè
apprezzabili risultati (tali definiti dai pazienti,non
dal chirurgo) in termini di percezione dell’acufene nel
periodo post-operatorio e della sua ‘quotidiana
vivibilità‘ sono i seguenti: Alcuni dati
della letteratura Internazionale: 33% dei casi operati risultato completo, cioè scomparsa dell’acufene 33% risultato di significativo miglioramento dell’acufene (stabilito dalle risposte del paziente) 22% risultato invariato -Ko Y, Park CW: Stereotact Funxct Neurosurg 1997, 68: 266-9 più del 75% dei pazienti operati hanno manifestato scomparsa dell’acufene e evidente miglioramento nella percezione del sintomo, quali definiti dai pazienti stessi di questa percentuale il 50,84% era ‘libera da acufene‘ -VasamaJP, Moller MB, Moller AR: Neurolres 1998, apr, 20 (3): 24 2-8 33% dei pazienti operati liberi da acufene 38% leggermente migliorati, a detta dei pazienti stessi nel restante numero di pazienti non si sono avuti cambiamenti giudicati significativi -Ryu H, Yamamoto S, Sugyiama K, Nozue M: 65,5% risoluzione completa o miglioramento marcato dell’acufene (a detta dei pazienti seguiti in follow up) N.B.: questi AA. sottolineano che prima viene eseguita la microchirurgia, più eclatanti sono i risultati!!! -Xu Z, Xiong Y: Lin Chuang Er Bi yan Hou Za Zhi 1999,13 (4) : 155-156 risultati OTTIMALI nel 40% dei casi trattati N.B.Questi autori sottolineano la frequente presenza di aderenze dell’aracnoide (meninge intermedia che può alterare la morfologia del nervo acustico) -Okamura T, Kurokawa Y, Ykeda N, Abiko S, ideguchi M, Watanabe K, Kido T: J neurosurg 2000; 93(3): 421-426 44% dei pazienti operati con scomparsa dell’acufene sommando i risultati giudicati ‘apprezzabili’ dai pazienti in termini di miglioramento, la percentuale sale al 94% -Guevara N, Deveze A, Buza V, laffont B, magnan J: Eur Arch otolaryngol 2007, oct 2 53,3% significativo miglioramento postoperatorio 20% scomparsa completa dell’acufene N.B. questi AA sottolineano che, se a causare l’acufene è un compressione sul nervo acustico da parte dell’arteria vertebrale, le manovre di decompressione portanto all’80% di risultati clinici soddisfacienti, a detta dei pazienti trattati. Metodologia
e prerequisiti: Il nervo acustico viene assai facilmente
raggiunto, con la microchirurgia, mediante la
tecnica ‘extreme lateral iuxtasigmoid approach (via E.L.I.S.A.) con piena
visualizzazione dell’arteria cerebellare media e/o
vertebrale in
situazione di ‘conflitto vascolare pulsante
col nervo e le fibre
cocleari (uditive), nel
così detto
triangolo di Okamura e Kurokawa, del flocculo e comunque di tutte le altre
strutture, es.
aracnoidee, che possono essere
causa di aderenze e trazioni sul nervo
stesso. Mediante
una limitatissima apertura ossea appena dietro l’orecchio,
una volta incisa la dura madre, si riesce ad evidenziare un
campo a
tutto raggio per
eseguire la micro-decompressione
vascolare, con
teflon soffice o, quando possibile, mediante allontanamento del
vaso dal
nervo anche di parecchi millimetri (tecnica personale di
decompressione vascolare semplice). Il decorso
post-operatorio non supera i 3 o i 4 giorni; poi il paziente
viene inviato a
domicilio per una ulteriore breve
convalescenza. Stante la difficoltà che alcuni medici
inculcano nella mente
dei
pazienti con
Acufene talora ‘invalidante’ circa l’intervento decompressivo descritto, rispondo che
l’intervento
necessita di
esperienza e precisione, di metodologia operatoria
sperimentata ed è
fattibilissimo, nonché, spesso,
CONSIGLIATO. Bisogna
evitare che i colleghi, specie otorinolaringoiatri, dicano
che per il disturbo ‘acufene’ non vi è nulla da fare, che
l’intervento può condurre a
paresi o paralisi e rendere invalidi: ciò potrebbe essere
il risultato dell’opera di inesperti, che piuttosto che
mandare il paziente
dal ‘microchirurgo‘
giusto’, lo spaventano e si
assumono la responsabilità di farlo soffrire per il proprio
acufene
magari una vita intera. Se vi sono:
sintomatologia diventata intollerabile; segni audiologici
come perdita dell’udito ( almeno su alcune frequenze),
possibili segni di
accompagnamento nei potenziali evocati acustici,
alterazione dei riflessi stapediali, rilievo in risonanza
magnetica nucleare di un
contatto tra arteria cerebellare media o arteria vertebrale
o altra struttura
vascolare col nervo acustico, è giustificato e DOVEROSO
proporre al
paziente, da parte dello specialista qualificato, la
possibilità
terapeutica della microneurochirurgia. Chi non informa il paziente di
questa ‘possibilità’ si rende
partecipe e responsabile di una valutazione non completa
del sintomo ‘ACUFENE’,
della sofferenza continuativa del paziente e, quindi, di
cattiva informazione
medica ed inadeguatezza terapeutica. Le modalità di risonanza per riconoscere un
possibile conflitto lungo la root entry zone del nervo acustico
sono Ovviamente
tutte le opere mediche e gli atti chirurgici su ogni parte
del corpo umano, sono gravate da un ‘quid incognitum’
che non può essere previsto in anticipo, che si spera
sempre non accada,
ad esempio un insuccesso o un successo parziale, non
pienamente gradito al paziente, ma del quale, seguendo i
dati della letteratura e della propria esperienza, sarà
sempre ampiamente e sufficientemente informato in fase
preoperatoria, in fase cioè di
scelta microchirurgica per il proprio invalidante disturbo
di Acufene. P.S.
E’ doveroso sottolineare che, per molteplici motivi neuro-
fisiologici,
più precoce è l’intervento, migliore, in senso assoluto,
è il risultato sull’abbattimento del sintomo. La microdecompressione vascolare del
nervo acustico per
intensi Acufeni, fatta la scelta preoperatoria
corretta, si pone come valida,doverosa alternativa alla
somministrazione
di farmaci per lo più placebo,che
nulla sortiscono nel tempo.La ‘neuroterapia’ medica mirata,
l’assunzione
di farmaci specifici di competenza neurologica, che lo
scrivente pure pratica, è attualmente riservata ai casi che
non hanno evidenza
di
verosimile conflitto vascolare col nervo stato-acustico.
Presentazione scientifico-culturale a cura del: Prof. Angelo Gandolfi, Otoneurochirurgo e Neurochirurgo (Microneurochirurgia dei Conflitti Vascolari) Docente Universitario di 'Neurologia dei Nervi Cranici', Roma, Scuola di Spec. in Anestesiologia, Univ. Campus Bio medico, Roma Consulenze ed interventi c/o: 'Rome American Hospital', Via Longoni 69, 00155 Roma Tel. 06/ 2255290 oppure 06/ 2255400 Consulenze Ambulatoriali con prove speciali audiologiche dedicate alla corretta diagnosi degli Acufeni ed alla loro terapia più indicata: Ambulatorio SALUSER, Via Verdi 27/A, 43100 Parma (di fronte Stazione FFSS) Tel. 0521/ 200698 oppure 0521/ 200955 e-mail: gandolfiotoneuro@libero.it cell . 335/ 6058400 |